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Campagne umbre e la piccola età glaciale: Storie di alluvioni. La Piccola Età Glaciale (XIV-XV sec. – XIX sec.) è considerata il periodo più freddo degli ultimi 10.000 anni. Dal celebre volume di Henri Desplanques “Campagne Umbre” abbiamo tratto alcuni flashes, che illustrano alcune alluvioni veramente memorabili, verificatesi in Valle Umbra in quel periodo.
Il 17 settembre 1493 si verifica una spaventosa alluvione nello Spoletino. Crolla il Ponte di Bari sulla Marroggia, il fiume abbatte più di 50 case a Beroide e tutte le abitazioni di San Lorenzo, San Giovanni, Casa de Paduli. In quell’anno non si poté seminare. L’inondazione si era propagata a Foligno, a Bevagna, fino a Cannara. L’acqua giunse fino alle biforcazioni dei rami degli olmi, dove erano le pergole delle viti. Fu in seguito di questo avvenimento catastrofico che si procedette alla canalizzazione del Marroggia. Nel 1600 continui straripamenti: nel 1699 il Topino invade quasi tutto l’abitato di Cannara. In 80 anni, dal 1623 al 1703, gli argini della Marroggia cedono 40 volte. 2 maggio 1752: la tenuta di Casevecchie sommersa per la terza volta in quell’anno. Nel territorio di Trevi, il Marroggia rompe gli argini 17 volte fra il 1742 e il 1751. Nel 1813 il Topino straripa e le acque invadono Cannara sino ad altezza d’uomo. Il 30 ottobre 1827 una spaventosa inondazione colpisce le terre circostanti Bevagna. Il 19 settembre 1836 si verifica una catastrofe ancora più grande. Le acque ricoprono una buona parte della campagna di Foligno, Bevagna, Spello, Cannara. Gli argini si ruppero e si formarono veri fiumi attraverso la pianura. Le siepi furono travolte, gli alberi sradicati, i muri abbattuti, i fossi ed i canali ostruiti, i campi devastati e le strade coperte di fango, il terreno arabile spazzato via. Al suo posto si formarono strati di terreno ciottoloso sterile. A causare questi catastrofici avvenimenti non furono solo le intense precipitazioni, ma anche i problemi, allora molto più gravi di oggi, derivanti dalla tenuta degli argini e delle chiuse di questi corsi d’acqua, in gran parte, giova ricordarlo, a carattere artificiale. |